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AGCOM DELIBERA N. 321/17/CONS

Quanto silenzio in merito alla DELIBERA AGCOM N. 321/17/CONS entrata in vigore dal primo settembre 2017,
nonostante il potenziale stravolgimento degli equilibri occupazionali della più importante azienda delle
telecomunicazioni del nostro paese.

Non è attualmente una disintermediazione di Telecom ma, solo una disaggregazione, nonostante gli altri gestori
avrebbero preferito una soluzione tranchant.
Ma nella delibera è anche riportato questo: “l’Autorità valuterà se avviare, e con quali modalità, un’ulteriore fase di consultazione pubblica su tale misura” che comunque “presenta una complessità implementativa e tempi di implementazione maggiori”.

Praticamente la delibera sancisce che “gli operatori hanno la possibilità per i servizi voce e dati che passano su Adsl e Fttc di inviare ordini di attivazione e manutenzione delle linee di accesso specificando se intendono servirsi, per le attività on field, della manodopera di TIM o di imprese di rete da loro indicate con totale libertà di scelta, quest’ultime una volta ritenute preventivamente qualificate”.

Già quanto deliberato deve essere considerato uno “tsunami” per il gestore della rete più importante e capillare del nostro paese, non si escludono risvolti “occupazionali” in un’azienda dove i lavoratori da anni sono gravati da “solidarietà” e che nell’ultimo periodo sono stati “vittime” anche della “disdetta unilaterale del contratto integrativo”.

Ma l’AGCOM non ha voluto ascoltare nessuno sul problema occupazionale perché ritiene:” V92.

In disparte dalle valutazioni occupazionali della stessa interessata Telecom Italia, nel caso della disaggregazione, si ritiene di poter dire che quanto sopra garantisce l’assenza di meccanismi di scelta della manodopera da utilizzare (MOS o MOI) legata unicamente alla variabile di prezzo a discapito della qualità del servizio, del principio di remunerazione dei costi e sostenibilità dell’impresa e, a cascata, del livello occupazionale.”

..e punta solo: “V93. L’Autorità ritiene che le misure regolamentari adottate garantiscano anzitutto la qualità delle prestazioni dei servizi erogati, nonché la conseguente auspicata e prevedibile espansione complessiva del mercato; ne discende che l’impatto sui livelli occupazionali va comunque letto entro le nuove chance di occupazione connesse al nuovo contesto, potenzialmente generato dalle misure introdotte.”

Praticamente non sono importanti gli impatti occupazionali in Telecom ma è prioritario garantire la qualità delle prestazioni ed espansione del libero mercato.

A nulla sono serviti i consigli delle aziende chiamate in audizione come la Ceit Impianti S.r.l., la Sielte S.p.A. la Sirti S.p.A e la Site S.p.A. che hanno evidenziato che “far veicolare i compensi relativi alle prestazioni relative alla rete di TI attraverso altri operatori può essere problematico anche da un punto di visto contrattuale, evidenziando che è poco usuale che la contrattualizzazione venga fatta da una società (Telecom Italia) ed a pagare gli oneri previsti dal contratto sia invece un altro soggetto (l’OAO).V106. Secondo le Imprese, quindi, sarebbe opportuno che solo le prestazioni ulteriori, fornite agli OAO in autonomia
contrattuale, siano gestite direttamente dall’Impresa di rete.”

La CISAL COMUNICAZIONE chiede con forza l’intervento del Governo e la responsabilità dei soggetti interessati in tale situazione, per non far diventare il caso in questione, un grande problema sociale a spese della comunità e dell’azienda più importante del settore, detentrice della rete più capillare del NOSTRO PAESE.

Segreteria Nazionale Tim

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Cisal Comunicazione
Segreteria Regionale Lazio TIM