
All’inizio di questo nuovo anno vogliamo rivolgere un pensiero sincero a chi ne ha davvero bisogno.
Ai lavoratori e alle lavoratrici, a chi vive la cassa integrazione, a chi ha perso il lavoro, a chi affronta ogni giorno la precarietà, a chi è stato esternalizzato, a chi ha dovuto cambiare contratto, azienda o mansione non per scelta, ma per necessità.
Il nostro pensiero va a tutte e a tutti coloro che attraversano condizioni di incertezza e fragilità, spesso invisibili, nascoste dietro numeri, report e statistiche.
È stato un periodo difficile, segnato da trasformazioni profonde del lavoro e da scelte che hanno inciso direttamente sulla vita delle persone.
Eppure, nonostante tutto, sentiamo il dovere di esprimere un Augurio anche a Noi, perché continuiamo a dimostrare che dignità, coerenza e determinazione non sono slogan, ma pratica quotidiana.
Auguri a chi ha resistito.
A chi non ha accettato compromessi al ribasso.
A chi si è indignato senza arrendersi.
A chi ha parlato poco, ma ha continuato a pensare, costruire, organizzare.
Auguri a chi, con gesti semplici ma concreti, ha tenuto insieme comunità di lavoratrici e lavoratori in un contesto sempre più frammentato. A chi ha continuato a fare il proprio dovere anche quando le certezze venivano meno.
È stato un tempo complesso, che ha messo alla prova le persone, i nostri dirigenti e l’intera Organizzazione.
Proprio dentro questa difficoltà, la nostra militanza sindacale ha assunto un significato ancora più profondo: non come parola d’ordine, ma come scelta quotidiana, presenza costante e responsabilità verso chi rappresentiamo.
Auguri alla nostra Organizzazione Sindacale, perché abbiamo scelto di essere militanti nel senso più autentico del termine: stare dalla parte dei lavoratori senza ambiguità, senza scorciatoie, senza piegarci a logiche che non ci appartengono.
Scomodi quando serve, coerenti sempre.
Essere un sindacato migliore non è un semplice augurio: è un dovere politico, morale e militante.
Come ogni anno, senza rancore ma con memoria e responsabilità, sentiamo il dovere di destinare il carbone a chi, con le proprie scelte, ha contribuito a rendere il lavoro più fragile e le comunità più divise.
Tanto carbone a quelli inseguono il profitto facile, costruendo modelli d’impresa fondati sulla compressione dei diritti e sull’uso
distorto delle tipologie contrattuali. A chi ha trasformato il lavoro stabile in precarietà strutturale, frammentando contratti e percorsi professionali per ridurre costi e
scaricare rischi.
Una montagna di carbone a chi tratta i contratti come strumenti finanziari, modificando regole, condizioni e inquadramenti sulla pelle dei lavoratori, senza alcuna attenzione alla continuità occupazionale, salariale e professionale.
Carbone, ancora carbone, a chi parla di innovazione mentre riduce tutele, a chi invoca flessibilità ma pratica ricatto, a chi trasferisce il rischio d’impresa su chi lavora ogni giorno.
Una parte di questo carbone va anche a chi utilizza appalti, subappalti e cambi di perimetro non per migliorare il lavoro, ma per eludere responsabilità e alimentare instabilità continua nella vita delle persone.
E una quota di carbone, doverosa e necessaria, va anche a coloro che hanno scelto di andare via dalla nostra Organizzazione, dimenticando il valore della militanza collettiva, dell’impegno condiviso e della responsabilità verso le lavoratrici e i lavoratori rappresentati.
A chi ha confuso il sindacato con uno strumento personale, a chi ha preferito strade più comode, a chi ha abbandonato il confronto
quando diventava difficile.
Non è una condanna, ma un richiamo alla coerenza. Non è risentimento, ma memoria sindacale.
Perché senza lavoro collettivo non c’è democrazia,
senza responsabilità condivisa non c’è giustizia,
senza militanza consapevole non c’è futuro.
Il nostro carbone non è vendetta: è memoria, responsabilità, identità.
Da qui nasce anche il nostro augurio: non una promessa astratta, ma la certezza che l’impegno quotidiano può trasformare l’indignazione in forza collettiva e cambiamento reale.
Lo faremo insieme, con valori comuni e la serenità di chi sa di stare dalla parte giusta.
La nostra militanza è presenza e continuità, è scegliere ogni giorno di esserci, anche quando è difficile.
E anche quest’anno, come sempre, andiamo oltre…
Roma 02/01/2025
Segreteria Nazionale F.A.L.C.
Cisal Comunicazione
