
Accordo su affiancamenti da remoto e timbratura in postazione: quando la tecnologia diventa controllo e la formazione pretesto
Il 24 luglio 2025 è stato sottoscritto dai SOLI NOTI un accordo con FiberCop che rende strutturali due pratiche già sperimentate:
- l’eliminazione della timbratura in postazione per il personale in sede;
- l’estensione dell’affiancamento da remoto per i lavoratori telefonici, anche in smart working.
CISALCOMUNICAZIONE non ha sottoscritto questo accordo.
Lo abbiamo fatto per una ragione chiara e fondata: difendere concretamente la libertà, la privacy e la dignità dei lavoratori.
Di fronte all’uso crescente della tecnologia come strumento di sorveglianza, serve chiarezza, equilibrio e trasparenza.
Questo accordo, purtroppo, non li garantisce.
1. Controllo indiretto mascherato da affiancamento
Si esclude formalmente il controllo a distanza, ma nella pratica si introduce una sorveglianza indiretta:
- condivisione obbligatoria di desktop e audio, anche durante il contatto con il cliente;
- utilizzo di Microsoft Teams per tutto l’arco della sessione;
- affiancamenti possibili fino a una volta a settimana (60 minuti), o addirittura per l’intero turno in caso di formazione;
- assenza di audit indipendenti o strumenti di verifica terzi.
2. Timbratura discriminatoria tra sede e remoto
Mentre per chi lavora in sede si elimina la timbratura in postazione, per chi lavora da remoto essa resta attiva tramite software aziendali installati sui dispositivi. Due pesi e due misure, che penalizzano chi lavora in modalità agile e mantengono un controllo tecnologico potenzialmente invasivo.
3. Privacy a rischio e nessuna disconnessione garantita
Non vengono previsti:
- limiti sull’uso degli strumenti digitali;
- tutele sul diritto alla disconnessione;
regole vincolanti su chi può vedere, usare e archiviare i dati dell’affiancamento; - trasparenza nella gestione dei contenuti formativi e informativi.
4. Clausole di salvaguardia troppo generiche
Il divieto di utilizzo dell’affiancamento per finalità disciplinari o premianti è dichiarato ma non garantito da un sistema di tutele verificabili. Nessun protocollo su reclami, obiezioni o opposizioni individuali.
5. Disparità operative e rischio di uso arbitrario
Non sono previsti:
- criteri oggettivi per garantire l’equità nella rotazione degli affiancamenti;
- monitoraggi sull’uso uniforme tra territori, team e responsabili;
NOI RITENIAMO CHE:
- la formazione non può diventare un’occasione di sorveglianza permanente;
- il lavoro agile non può essere condizionato da software che replicano la logica del cartellino;
- la privacy è un diritto, non un’opzione discrezionale concessa dall’azienda;
- ogni regolamentazione dell’attività lavorativa deve avvenire con trasparenza, partecipazione e rispetto delle
libertà fondamentali.
COSA POTEVANO FARE…
- Moratoria sull’applicazione dell’accordo, in attesa di una reale verifica d’impatto;
- Tavolo sindacale trasparente, per ridefinire limiti, diritti e garanzie;
- Presenza sindacale attiva nella Commissione ASA per monitorare ogni criticità;
- Possibilità per ogni lavoratore di opporsi all’affiancamento invasivo;
- Tutela effettiva del diritto alla disconnessione e della parità tra chi lavora in sede e da remoto.
CISALCOMUNICAZIONE continuerà a vigilare, informare e agire.
Non firmiamo per abitudine. Non ci giriamo dall’altra parte.
Firmiamo solo se ci sono tutele vere. E ci siamo sempre, soprattutto quando gli altri tacciono.
La tecnologia deve servire il lavoro, non dominarlo.
La formazione deve liberare competenze, non generare ansia.
La rappresentanza deve difendere i lavoratori, non solo firmare.
Roma 28-07-2025
Segreteria Nazionale
Cisalcom – Fibercop
