In alcuni settori strategici dell’infrastruttura tecnica (CX, TX, REM), negli ultimi mesi si è assistito a un conto che – con toni rassicuranti- parlava di “razionalizzazione” delle attività. Si prometteva efficienza, prospettava ottimizzazione. Ma la realtà, come troppo spesso accade, si è rivelata ben diversa.

Primo atto: la cancellazione di importanti attività di prevenzione, liquidate con superficialità come “non più prioritarie”. Un messaggio fuorviante, che ha mascherato la progressiva rinuncia a strumenti essenziali per l’affidabilità del servizio.

Secondo atto: la disattivazione di allarmi considerati “non impattanti”. In realtà, questi allarmi rappresentano un presidio fondamentale per intervenire tempestivamente in caso di disservizi. Toglierli ha significato spegnere i sensori che segnalano il pericolo prima che sia troppo tardi.

Terzo atto – la tragedia: si è arrivati alla cancellazione totale di attività, soprattutto in ambito commutativo, con il risultato di interi territori isolati, decine di numerazioni fuori uso per giorni. Una deriva gestionale che non può più essere sottaciuta.

Ci chiediamo, con grande preoccupazione: a chi giova tutto questo? Qual è l’obiettivo di queste scelte?
E soprattutto: i nostri clienti – in particolare TIM – sono consapevoli delle reali cause dei disservizi che stanno subendo?

Come rappresentanza sindacale, sentiamo il dovere di alzare la voce, non per creare allarmismi, ma per tutelare il lavoro di chi ogni giorno si impegna sul campo e il diritto degli utenti a un servizio affidabile e continuo.

Il silenzio non è più accettabile. È il momento del confronto, del chiarimento e della responsabilità.

Noi ci siamo, come sempre, al fianco dei lavoratori e della qualità del servizio.

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Segreteria Provinciale
Roma & Rsu
A. Lordi

Roma 18 Aprile 2025