
CISAL Comunicazione ha partecipato all’incontro sindacale nazionale del 29 gennaio 2026 relativo al percorso di uscite volontarie ex art. 4 della Legge n. 92/2012.
Un confronto di particolare rilievo, poiché incide direttamente sulle scelte di vita e sulle condizioni lavorative di numerose lavoratrici e lavoratori.
La nostra Organizzazione ha preso parte alla discussione con senso di responsabilità, avanzando richieste concrete e rappresentando con chiarezza le criticità che, a nostro avviso, non possono essere sottovalutate né tantomeno rimosse dal dibattito. FiberCop ha confermato un impianto di accompagnamento alla pensione che prevede:
• fino a 1.800 uscite nel corso del 2026;
• scivolo massimo di 60 mesi;
• due finestre di uscita: 30 giugno e 30 novembre 2026;
• requisiti differenziati tra pensione anticipata e pensione di vecchiaia.
È inoltre prevista una verifica successiva alla prima finestra, finalizzata a monitorare l’andamento complessivo del processo.
Permangono criticità rilevanti che rendono l’accordo, nel suo complesso, fortemente insoddisfacente.
1. Platee discrezionali e discriminazioni di fatto
L’accordo consente l’esclusione di intere aree e mansioni sulla base di generiche “esigenze tecnico-organizzative”, in assenza di criteri trasparenti e verificabili e senza adeguate garanzie di non discriminazione. Ancora una volta risultano penalizzate figure professionali quali TOF e realizzatori, configurando una ripetitività delle esclusioni che non può essere considerata casuale.
2. Assenza di criteri oggettivi e graduatorie
La mancanza di graduatorie e di regole chiare di priorità attribuisce all’Azienda un potere decisionale pressoché assoluto, trasformando l’isopensione in uno strumento discrezionale e privo di certezza per i lavoratori.
3. Penalizzazione anagrafica e distorsioni sull’accesso alla pensione di vecchiaia
L’accordo introduce criteri che penalizzano paradossalmente i lavoratori più prossimi alla pensione di vecchiaia. La diversa scansione temporale dei requisiti per pensione anticipata e vecchiaia determina una evidente discriminazione anagrafica, fondata esclusivamente su logiche di contenimento dei costi aziendali.
4. Assenza di incentivi economici e rinunce tombali
Non è prevista alcuna integrazione economica rispetto alla sola isopensione di legge. L’adesione è inoltre subordinata alla sottoscrizione di una rinuncia tombale ai sensi dell’art. 2113 c.c., senza alcuna contropartita aggiuntiva per il lavoratore.
5. Incertezza normativa e rischio esodati
Il tema delle possibili modifiche peggiorative del quadro pensionistico è affrontato in modo insufficiente, esponendo i lavoratori a rischi non adeguatamente coperti.
6. Tutela dei lavoratori fragili
I richiami alla tutela di lavoratori fragili, disabili e caregiver devono tradursi in misure concrete, verificabili e vincolanti. In assenza di strumenti effettivi, tali previsioni restano mere dichiarazioni di principio.
7. Assenza di una cornice vincolante sul “dopo”
Mancano impegni stringenti su ricambio generazionale e nuove assunzioni. L’art. 4 della Legge n. 92/2012 non nasce per selezionare lavoratori, ma per accompagnare all’uscita chi possiede determinati requisiti, nel rispetto di criteri oggettivi e non discriminatori.
La deriva selettiva e discrezionale registrata negli ultimi anni rappresenta per CISAL Comunicazione un problema politico e sindacale non più rinviabile. Il principio di parità tra lavoratrici e lavoratori deve essere ripristinato e garantito, senza eccezioni fondate su mere convenienze organizzative.
Per CISAL Comunicazione il confronto non può considerarsi concluso. L’attuale impianto applicativo presenta criticità rilevanti che richiedono un chiarimento sostanziale da parte aziendale, a partire dalla prima finestra di uscita e dalla verifica degli effetti concreti prodotti dall’accordo. A luglio ci attendiamo risposte puntuali e verificabili sui nodi rimasti irrisolti. In assenza di segnali chiari di correzione e di reale trasparenza, la questione resterà aperta sul piano politico e sindacale.
L’obiettivo di CISAL Comunicazione resta fermo e inequivocabile: equità, trasparenza e rispetto per tutte e tutti. Nessuno deve restare indietro e nessuno può essere escluso sulla base di scelte arbitrarie.
CISAL Comunicazione è pronta a nuovo confronto nel pieno rispetto dei principi di equità e trasparenza che devono governare ogni decisione che incide sulla vita lavorativa delle persone.
p. Segreteria Nazionale
Cisal Comunicazione
V. Napoleone
