Nella giornata odierna si è svolto il primo incontro del Direttivo Nazionale sul tema del lavoro agile.
L’Azienda ha presentato una proposta che rappresenta un netto peggioramento rispetto all’attuale modello organizzativo: 4 giorni su 5 in presenza nella modalità settimanale e 2 settimane su 4 in sede nella formula mensile.

È stato inoltre comunicato l’intento di rivedere le condizioni di lavoro dei colleghi fragili, attualmente autorizzati a operare da remoto 5 giorni su 5. Ogni valutazione sarà gestita “ad personam”, senza regole chiare e condivise: un approccio inaccettabile, che rischia di creare discriminazioni e disparità di trattamento.

L’Azienda giustifica questa retromarcia con motivazioni legate a un presunto rafforzamento del senso di appartenenza, alla collaborazione tra i team e all’utilizzo più razionale degli spazi.
Motivazioni che appaiono deboli, contraddittorie e scollegate dalla realtà.

CISAL COMUNICAZIONE ha espresso ferma opposizione alla proposta aziendale, sottolineando che:
• I lavoratori, fin dal periodo pandemico, hanno garantito serietà, responsabilità e risultati, dimostrando che il lavoro agile funziona;
• Non è la distanza a indebolire il lavoro di squadra, ma la mancanza di visione e leadership;
• Le stesse strutture aziendali sono organizzate con risorse distribuite su tutto il territorio nazionale: la presenza fisica non è condizione necessaria per la produttività;
• Le sedi sono tutt’altro che pronte ad accogliere rientri massicci: postazioni insufficienti, parcheggi introvabili,
mense inadeguate;
• I tempi e i costi di spostamento ricadono unicamente sui lavoratori, con evidenti ripercussioni economiche,
ambientali e psicofisiche.

Abbiamo ribadito con forza che PRESENZA NON E SINONIMO DI PRODUTTIVITÀ.

Il nuovo modello proposto è sbilanciato, anacronistico e penalizzante. Genera disagi, sottrae tempo alla vita, aumenta lo stress e riduce il benessere complessivo, senza alcun reale beneficio per l’organizzazione.

Il lavoro agile è una modalità moderna, efficiente, sostenibile. FiberCop invece sceglie di guardare indietro.

Il lavoro agile non può essere una concessione temporanea, ma va reso strutturale.

Il futuro richiede nuove soluzioni, modelli evoluti, organizzazioni intelligenti. Aggrapparsi al passato per non cambiare significa solo una cosa: voler mantenere il controllo, anche a costo di creare disagio.

E viene naturale chiedersi: FiberCop ha forse scelto deliberatamente di generare malessere per giustificare in futuro ulteriori misure impopolari, magari a ridosso della chiusura del PNRR?
Se così fosse, sarebbe una manovra grave e irresponsabile, che troverà la nostra ferma opposizione in ogni sede.

CISAL COMUNICAZIONE ribadisce il proprio impegno a difendere i diritti, la dignità e il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori, e a battersi contro ogni tentativo di arretramento mascherato da “modernizzazione”.

Per ora resta confermato il modello attuale di lavoro agile, con due giornate in presenza, prorogato fino al 2 giugno 2025.
Ma non abbassiamo la guardia.

Il lavoro agile è il presente. Difenderlo è un dovere. Farlo evolvere è una responsabilità. Tornare indietro è un fallimento.

Scarica il PDF

P. Coordinamento Nazionale Cisalcom
V. Napoleone

Roma 16 Aprile 2025