
Al rientro dalle ferie, le lavoratrici e i lavoratori di FiberCop si sono trovati ad affrontare l’ennesima criticità organizzativa, questa volta legata alla nuova piattaforma aziendale per la prenotazione obbligatoria delle giornate lavorative in sede.
Già nella settimana a partire dal 12 gennaio, numerosi colleghi hanno segnalato l’impossibilità di prenotare correttamente le giornate in presenza per l’intero arco settimanale. A fronte delle segnalazioni rivolte alle strutture HR, la risposta ricevuta è stata l’invito a inviare una pianificazione via e-mail al proprio responsabile e alla funzione Real Estate.
Una risposta che solleva un interrogativo evidente: quale utilità ha una piattaforma obbligatoria, concepita per garantire una gestione efficiente degli spazi e delle postazioni di lavoro, se poi ai lavoratori viene richiesto di ricorrere a soluzioni alternative, informali e manuali?
A questo si aggiunge una problematica ormai ricorrente e tutt’altro che marginale: quella dei parcheggi.
Nonostante prenotazioni regolarmente effettuate, diversi colleghi hanno trovato il proprio posto auto occupato.
Rivoltisi alla vigilanza, come previsto dal regolamento, si sono sentiti rispondere che non è possibile effettuare alcun controllo, con il conseguente invito a parcheggiare su strada. Un episodio verificatosi, tra gli altri, nella giornata di mercoledì 7 gennaio.
La giornata tipo del lavoratore FiberCop rischia così di iniziare con la “caccia al parcheggiatore clandestino” e proseguire con la ricerca della postazione di lavoro, nella speranza di trovarla libera o, peggio, nella spiacevole condizione di dover chiedere a un collega di lasciare il proprio posto.
Lavorare in sede non può trasformarsi in una competizione quotidiana o in una “caccia al tesoro”. È responsabilità dell’azienda garantire che ogni lavoratrice e ogni lavoratore disponga di una postazione idonea e di condizioni organizzative chiare, funzionali e dignitose. Ed è altrettanto responsabilità dell’azienda evitare che scelte organizzative inadeguate alimentino tensioni tra colleghi, scaricando sui lavoratori inefficienze che non competono loro.
Ancora più paradossale è constatare la presenza di parcheggi vuoti all’interno delle sedi, mentre altri lavoratori sono costretti a parcheggiare in strada, con evidenti disagi e rischi.
Come CISAL Comunicazione riteniamo che questi segnali non possano essere minimizzati né trattati come inconvenienti marginali. Le modalità di rientro in sede, l’organizzazione degli spazi e la gestione dei servizi accessori incidono direttamente sulla qualità del lavoro e sul clima aziendale.
Su questi temi non servono soluzioni tampone né risposte individuali: serve una assunzione di responsabilità chiara e un confronto serio. Perché il lavoro non è un gioco a premi, e il rispetto delle persone passa anche – e soprattutto – dall’organizzazione concreta delle loro giornate.
Roma 10-1-26
p. Segreteria Regionale Lazio
V. Napoleone
