
Negli ultimi giorni alcune ricostruzioni giornalistiche hanno richiamato una sentenza pronunciata nell’ambito di un procedimento ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori, collegandola al tema della rappresentanza sindacale e al contratto applicato nel settore dei call center.
Riteniamo opportuno chiarire che il provvedimento richiamato riguarda un caso specifico e circoscritto, riferito ad un determinato contesto aziendale, e non può essere utilizzato per trarre conclusioni generali sulla rappresentanza sindacale nel settore né sulla validità dei contratti collettivi applicati.
Attribuire a una decisione relativa ad un singolo contesto aziendale un significato più ampio rischia infatti di generare una rappresentazione non corretta della realtà delle relazioni industriali.
Il ricorso richiamato si colloca nell’ambito di un procedimento ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori, riferito alla condotta dell’azienda coinvolta e ad una specifica situazione aziendale.
Una decisione di questo tipo produce effetti limitati a quel contesto e non rappresenta un giudizio generale sull’azione sindacale nel settore.
Per questo motivo appare improprio collegare tale vicenda alla validità o alla legittimità del contratto applicato nel comparto CRM-BPO sottoscritto da CISAL.
È utile ricordare che la validità di un contratto collettivo non può essere messa in discussione da una controversia riferita ad uno specifico contesto aziendale, trattandosi di ambiti giuridici e sindacali distinti.
Nel sistema delle relazioni industriali situazioni di questo tipo rientrano nella normale dialettica tra impresa e lavoro e si collocano nell’ambito dei rapporti tra azienda e lavoratori.
Allo stesso modo riteniamo necessario richiamare correttamente il tema della rappresentatività e della rappresentanza sindacale, spesso evocato in modo improprio nel dibattito pubblico.
Nel nostro ordinamento esiste una distinzione chiara tra rappresentatività formale e rappresentanza effettiva nei luoghi di lavoro.
Quest’ultima si misura nella presenza quotidiana accanto ai lavoratori, nella capacità di aprire vertenze, affrontare le criticità aziendali e tutelare concretamente diritti e condizioni di lavoro.
Ridurre il tema della rappresentanza ad una lettura parziale o strumentale di singoli episodi rischia di generare una rappresentazione distorta della realtà del settore.
Riteniamo invece necessario riportare l’attenzione sulle reali problematiche che attraversano il settore delle telecomunicazioni e dei servizi di customer care.
Negli ultimi anni il comparto TLC e quello dei servizi CRM-BPO sono stati interessati da profonde trasformazioni: riorganizzazioni aziendali, esternalizzazioni, cambi appalto e una crescente pressione sui costi del lavoro che continua a scaricarsi sulle condizioni occupazionali e salariali delle lavoratrici e dei lavoratori.
A questo si è aggiunta la lunga vacanza contrattuale del CCNL Telecomunicazioni, con anni di mancato rinnovo e senza il riconoscimento degli arretrati economici maturati durante il periodo di blocco contrattuale, con una perdita rilevante di salario reale per i lavoratori del settore.
In una fase segnata da una forte crescita dell’inflazione, tale situazione ha inciso pesantemente sul potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori. Su questi aspetti, tuttavia, il dibattito pubblico appare spesso silenzioso.
Parallelamente permangono criticità rilevanti nell’applicazione delle discipline contrattuali tra comparto TLC e servizi CRM-BPO, che stanno producendo differenze economiche e normative sempre più evidenti all’interno dello stesso settore.
Situazioni che riguardano realtà come Telecontact e altre aziende del comparto, dove le scelte organizzative e l’inquadramento nel perimetro CRM-BPO rischiano di determinare ulteriori riduzioni di tutele, maggiore flessibilità nei turni di lavoro e un peggioramento complessivo delle condizioni occupazionali.
Sono queste le questioni che riguardano concretamente migliaia di lavoratrici e lavoratori del settore e che meritano attenzione, responsabilità e un confronto serio sul futuro delle telecomunicazioni e dei servizi di customer care.
CISALCOM continuerà a svolgere il proprio ruolo con responsabilità e determinazione, operando nei luoghi di lavoro per tutelare diritti, occupazione e dignità professionale delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto telecomunicazioni e CRM-BPO.
La rappresentanza dei lavoratori non si misura nelle polemiche mediatiche, ma nella presenza quotidiana nei luoghi di lavoro, nell’ascolto delle persone e nella capacità di affrontare concretamente le criticità del settore.
Cisal Nazionale TLC/BPO
R. Gentili
Roma 12 Marzo 2026
