
Prendiamo atto del comunicato diffuso daI soliti noti del 7-5- 2-6 sulla gravissima crisi che sta investendo il settore CRM/BPO.
Una crisi reale, drammatica, che coinvolge migliaia di lavoratrici e lavoratori e che oggi viene finalmente descritta come strutturale. Peccato che molte delle criticità denunciate siano state per anni sottovalutate o affrontate con strumenti rivelatisi insufficienti.
Non può sfuggire infatti una evidente contraddizione: chi oggi denuncia il fallimento del sistema degli appalti, della digitalizzazione incontrollata e dell’assenza di regole, è spesso lo stesso soggetto sindacale che per anni ha sostenuto che la “clausola sociale” rappresentasse la soluzione centrale e sufficiente per garantire occupazione e tutele nel comparto.
La realtà, purtroppo, ha dimostrato altro.
La clausola sociale, da sola, non ha impedito:
• il progressivo impoverimento del settore;
• il dumping contrattuale;
• le gare al massimo ribasso;
• la compressione dei salari;
• la perdita di professionalità;
• la precarizzazione continua;
• l’utilizzo distorto di ammortizzatori sociali;
• la riduzione dei perimetri occupazionali attraverso automazione e intelligenza artificiale.
Per anni si è preferito inseguire la gestione emergenziale delle singole commesse anziché affrontare realmente il modello industriale del settore. Oggi non è più accettabile scaricare genericamente responsabilità solo sulle istituzioni o sulle aziende senza una seria riflessione anche sulle scelte sindacali che hanno accompagnato questa deriva…
Il settore CRM/BPO TLC non può essere governato esclusivamente attraverso cambi appalto e clausole sociali utilizzate come strumenti tampone. Serviva e serve una strategia industriale complessiva, capace di:
• vincolare realmente i committenti;
• impedire gare sotto costo;
• regolamentare l’introduzione dell’intelligenza artificiale;
• tutelare occupazione, salari e professionalità;
• prevedere investimenti sulla riqualificazione vera delle lavoratrici e dei lavoratori.
Oggi il rischio concreto è che migliaia di addetti paghino il prezzo di anni di ritardi, illusioni e assenza di una visione strutturale.
È necessario aprire un confronto serio… Trasparente e senza propaganda, assumendosi tutti le proprie responsabilità: politica, istituzioni, aziende committenti ma anche alcune rappresentanze sindacali che per troppo tempo hanno raccontato il settore come governabile con strumenti che si sono rivelati parziali e insufficienti.
Le lavoratrici ed i lavoratori meritano verità, non narrazioni costruite a posteriori. Meritano tutele concrete, prospettive industriali e scelte coraggiose prima che il settore venga definitivamente smantellato nel silenzio generale.
Cisal Nazionale TLC/BPO
R. Gentili
Roma Maggio 2026
