L’ondata di calore che sta interessando il Paese rappresenta un fattore di rischio concreto per tutte le lavoratrici e i lavoratori impegnati nelle attività operative, in particolare nei servizi svolti all’esterno. In queste condizioni non è sufficiente richiamare genericamente l’attenzione sul caldo. Lo stress termico influisce sulle capacità fisiche e cognitive, aumenta il rischio di errore, rallenta i tempi di reazione e può compromettere la sicurezza durante lo svolgimento delle attività lavorative. Per questo motivo CISALCOM ritiene indispensabile che ogni struttura aziendale metta al centro la tutela della persona, applicando integralmente le misure di prevenzione già previste dalla normativa e dagli strumenti aziendali. 

Basta interpretazioni diverse da territorio a territorio
Le regole sulla sicurezza devono essere identiche ovunque.  Non è accettabile che le modalità organizzative cambino in funzione della sede, del responsabile o della singola realtà territoriale. La salute delle lavoratrici e dei lavoratori non può essere affidata a valutazioni soggettive. È necessario che la struttura HSE assicuri indicazioni chiare, uniformi e tempestive verso tutti i livelli organizzativi, affinché Responsabili, Delegati del Datore di Lavoro, Preposti e Coordinatori ricevano istruzioni univoche e le trasferiscano correttamente ai lavoratori attraverso momenti dedicati all’informazione sulla sicurezza. L’obbligo di informare il personale sui rischi e sulle misure di prevenzione non rappresenta una scelta organizzativa, ma un preciso adempimento previsto dalla normativa in materia di salute e sicurezza. 

Le priorità devono cambiare
In queste settimane CISALCOM ha raccolto segnalazioni che meritano particolare attenzione. In alcune realtà, infatti, l’attenzione sembrerebbe continuare a concentrarsi prevalentemente sugli obiettivi operativi anziché sulla gestione del rischio legato alle condizioni climatiche. Se tali situazioni trovassero conferma, sarebbe necessario un immediato cambio di approccio. Quando le temperature raggiungono livelli estremi, la prima risposta dell’organizzazione deve essere quella di ridurre il rischio, rimodulare le attività e mettere i lavoratori nelle condizioni di operare in sicurezza. 

Le tutele devono essere realmente esigibili
Le misure previste non devono rimanere sulla carta. 

Occorre garantire concretamente: 

• una diversa pianificazione delle attività privilegiando gli orari meno critici;
• la possibilità di modificare o rinviare gli interventi quando le condizioni ambientali lo rendano necessario;
• l’utilizzo del turno anticipato 07:00-15:38 per le attività interessate, ove previsto dall’organizzazione aziendale;
• pause adeguate in ambienti idonei;
• acqua fresca facilmente disponibile in ogni sede operativa, comprese le aree periferiche;
• impiego della seconda unità e degli strumenti di supporto già previsti;
• verifica preventiva delle condizioni climatiche attraverso i sistemi aziendali dedicati;
• sospensione delle attività qualora non risultino garantite adeguate condizioni di sicurezza. 

Dotazioni e strumenti devono arrivare rapidamente 

Accogliamo positivamente l’avvio della distribuzione dei dispositivi destinati a limitare gli effetti dello stress termico. Tuttavia è indispensabile che la consegna dei materiali avvenga in tempi rapidi e senza disparità tra territori, affinché ogni lavoratore possa disporre delle medesime condizioni di tutela.

CISALCOM chiede un indirizzo nazionale
Riteniamo necessario che FiberCop definisca un modello organizzativo unico, valido su tutto il territorio nazionale, capace di eliminare differenze applicative e incertezze operative. Le lavoratrici e i lavoratori devono poter contare su procedure certe, uguali per tutti e immediatamente applicabili, indipendentemente dalla struttura di appartenenza.  Invitiamo il personale a rispettare tutte le procedure di sicurezza previste dall’azienda e a segnalare tempestivamente ogni situazione nella quale le misure di prevenzione non vengano applicate o risultino insufficienti. 

Per CISALCOM la sicurezza non può essere subordinata a logiche produttive né diventare materia di interpretazione locale. 

La salute delle persone viene prima di qualsiasi obiettivo operativo. Su questo principio continueremo a esercitare la nostra azione sindacale con fermezza, chiedendo interventi immediati ogni volta che le condizioni di lavoro lo renderanno necessario. 

Roma, 13 Luglio 2026

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Segreteria Nazionale / RSU