
Il nuovo assetto che vede Poste Italiane assumere un ruolo centrale nel controllo e nell’indirizzo di TIM apre una fase delicata, che CISAL Comunicazione ritiene debba essere seguita con grande attenzione.
Le prospettate economie di scala, le sinergie industriali e gli obiettivi di riduzione dei costi possono avere una logica sul piano societario, ma per CISALCOM esiste un limite preciso: non possono essere realizzati comprimendo occupazione, salario, diritti e condizioni di lavoro.
Nel documento esaminato viene richiamato un obiettivo di risparmi nell’ordine di 700 milioni di euro annui. È quindi legittimo chiedersi dove e come queste economie verranno ricercate e quali conseguenze potranno determinare sull’organizzazione del lavoro e sui dipendenti.
Per CISALCOM il punto non è alimentare allarmismi, ma pretendere chiarezza prima che le decisioni vengano assunte.
OCCUPAZIONE, ASSUNZIONI E ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
Il nuovo scenario non può essere affrontato soltanto attraverso uscite e riduzioni degli organici.
TIM ha bisogno di competenze, professionalità e ricambio generazionale. Alla gestione delle uscite già programmate deve quindi accompagnarsi una vera politica di nuove assunzioni, capace di garantire continuità industriale e prospettive future.
Nel documento vengono individuati diversi ambiti che potrebbero essere interessati dal nuovo assetto: sedi di lavoro, uscite e assunzioni, ammortizzatori sociali, CCNL, contratto aziendale e lavoro agile.
Sono esattamente questi i temi sui quali CISALCOM intende mantenere alta l’attenzione.
SEDI DI LAVORO: NO A RAZIONALIZZAZIONI AUTOMATICHE
Anche sul tema delle sedi servirà prudenza.
La presenza territoriale non può essere considerata esclusivamente come un costo da ridurre. Prima di procedere con ulteriori chiusure o accorpamenti dovranno essere valutate tutte le possibili alternative, anche considerando la disponibilità di immobili e strutture presenti nel nuovo perimetro societario.
Le preoccupazioni dei lavoratori, soprattutto nelle grandi città ma anche nelle sedi minori, non possono essere ignorate.
CCNL TLC: NULLA PUÒ ESSERE DATO PER SCONTATO
Uno dei temi più delicati riguarda il futuro assetto contrattuale dei lavoratori TIM.
Per CISALCOM non è affatto scontato che, nel nuovo scenario, venga automaticamente mantenuta l’attuale collocazione nel CCNL Telecomunicazioni.
Nel documento di partenza vengono infatti richiamate voci relative a una possibile uscita dal CCNL TLC.
Proprio per questo chiediamo che su tale questione venga fatta chiarezza.
Un eventuale cambiamento del contratto collettivo applicato non può essere deciso unilateralmente né diventare lo strumento per ridurre tutele, trattamenti economici o diritti acquisiti.
Per CISALCOM qualsiasi confronto sul futuro assetto contrattuale dovrà avvenire con le Organizzazioni Sindacali e dovrà partire da un principio preciso: nessuna armonizzazione verso il basso.
CONTRATTO AZIENDALE E TRATTAMENTI ECONOMICI
Anche la contrattazione aziendale dovrà essere attentamente presidiata.
Il confronto tra i diversi trattamenti presenti in TIM e in Poste non può trasformarsi nell’occasione per ridimensionare condizioni oggi più favorevoli.
Un esempio concreto riguarda i buoni pasto. Nel documento vengono evidenziate differenze sia nel valore economico sia nelle condizioni di utilizzo e nella rete degli esercizi convenzionati.
Per CISALCOM eventuali modifiche dovranno garantire almeno il mantenimento delle condizioni attuali, evitando qualsiasi peggioramento economico o pratico per i lavoratori.
LAVORO AGILE: SERVE STABILITÀ
Sul lavoro agile continuiamo a sostenere la necessità di una disciplina stabile, strutturale e coerente con le specificità organizzative di TIM.
Non servono continue proroghe o soluzioni temporanee: serve un quadro certo che garantisca equilibrio tra esigenze aziendali e qualità della vita dei lavoratori.
AMMORTIZZATORI SOCIALI: NON POSSONO DIVENTARE LA NORMALITÀ
Particolare attenzione dovrà essere riservata anche agli ammortizzatori sociali.
Con la scadenza del contratto di solidarietà prevista a fine 2026 e in presenza di un quadro economico in miglioramento, non può essere considerata automatica la prosecuzione di strumenti che comportano una riduzione del salario dei lavoratori.
Qualsiasi eventuale nuovo intervento dovrà essere adeguatamente motivato e affrontato attraverso un confronto sindacale vero.
Il nuovo assetto TIM–Poste può rappresentare un passaggio industriale importante, ma non deve diventare l’occasione per ridisegnare unilateralmente condizioni di lavoro, contratti e tutele.
CISAL Comunicazione chiederà trasparenza sulle scelte che verranno assunte e un confronto preventivo su tutte le decisioni che possano avere conseguenze sui lavoratori.
Vigileremo con particolare attenzione sull’occupazione, sulle sedi, sul salario, sul lavoro agile, sugli ammortizzatori sociali e soprattutto sul futuro del CCNL TLC e della contrattazione aziendale.
Non daremo nulla per scontato e non accetteremo che il nuovo assetto societario venga utilizzato per giustificare arretramenti.
Le sinergie possono creare valore soltanto se quel valore viene condiviso anche con chi lavora. Se invece dovessero tradursi in meno occupazione, meno salario o meno diritti, CISALCOM sarà pronta a intervenire con determinazione. Il futuro di TIM non può essere costruito senza i lavoratori e, soprattutto, non può essere costruito contro di loro.
CISAL Comunicazione
CISALCOM Presenza, tutela, responsabilità.
